Dal 11 Dicembre 2010 al 25 Aprile 2011 tutti i giorni 10/17 (biglietteria 10/16) fino al 31.III; dal 1.IV 10/18 (biglietteria 10/17);
Piazza San Marco, Ala Napoleonica, Scalone monumentale
Organizzata cronologicamente in quattro sezioni - vetri archeologici; dal XV al XVIII secolo; XIX secolo, XX secolo - e con oltre trecento opere esposte, tutte provenienti dalle collezioni del Museo del Vetro di Murano, la grande rassegna al Correr ripercorre tutte le tappe della straordinaria “avventura del vetro” a Venezia, dall’arrivo in laguna, in età classica, di vetri provenienti da aree anche lontane, fino al connubio sempre più stretto tra vetro e design, che rappresenta il presente e il futuro della produzione vetraria muranese.
Quanto
il vetro sia connaturato a Venezia lo conferma la sezione d’apertura
della mostra che presenta un’inedita sequenza di vetri antichi
della
Collezione Correr, tra i quali alcuni recuperati dai fondali
della laguna e tra la sabbia dei canali della città. Disseminati per
casi fortuiti, per la caduta in mare dei carichi o semplicemente per
l’eliminazione di manufatti non più integri. Questi capolavori
fragilissimi, di fattura spesso raffinatissima, saranno esposti per
la prima volta al pubblico dopo essere emersi dalla coltre d’acqua
che li ha preservati per secoli.
Fanno parte di questa sezione anche alcuni pezzi archeologici del Fondo Manca della Collezione Correr che faranno mostra di sé non tanto con la funzione di “archivio di memoria” quanto oggetti d’ispirazione per quella che sarà destinata a diventare un’attività simbolo di Venezia.
Furono queste forme ad influenzare il gusto dei maestri vetrai veneziani per buona parte dell’Età dell’Oro del vetro a Venezia, dal Quattrocento a tutto il Seicento quando i vetri veneziani erano contesi e copiati. A quest’importante periodo la mostra riserva una serie ricchissima di capolavori.
Poi l’evoluzione settecentesca con i fortunati nonché geniali tentativi di proporre il vetro per quello che non è ma che, lavorato con maestria ed ingegno, può e vuole suggerire altro.
L’Ottocento fu un secolo ambivalente dove si susseguiranno decadenza e rinascita. La prima “favorita” anche dalla perdita di un ruolo politico della Serenissima, la seconda stimolata dai nuovi stili che solcando l’Europa contaminarono anche Venezia e da una riflessione sulla passata grandezza, si giunse a rivisitazioni declinate al nuovo. E, proprio per supportare questo “rinascimento”, nasce il Museo del Vetro.
Infine il Novecento, con il design che contamina e contagia la produzione vetraria, indirizzandola verso nuovi traguardi dove il vetro non è più oggetto d’uso ma opera d’arte, da godere ed ammirare per le sue forme e colori.
Proprio su questo nuovo fronte la mostra al Correr si sofferma con l’attenzione che il nuovo merita. Per la prima volta, ad esempio, si cercherà di ricostruire il Novecento secondo anche dei capitoli insoliti e rari con opere provenienti dalla Fucina degli Angeli di Egidio Costantini e un’altra dalla collezione di Carlo e Giovanni Moretti. Questa importante sezione, che non vuole assolutamente ritenersi esaustiva, mira piuttosto a tracciare le linee identificative di un secolo.
La mostra espone anche altri esempi di manifattura sempre legata al mondo vetrario: quelli appartenenti alle collezioni private e quella, davvero straordinaria, di perle d’Africa di Panini.
Sorpresa nelle sorprese - in concomitanza con il Carnevale di Venezia 2011, dedicato all’Ottocento - verrà ad aggiungersi un’ulteriore selezione di più di un centinaio di opere provenienti dalla collezione Maschietto, per la prima volta presentata in città.
Si tratta di figurine di vetro, con maschere veneziane e della Commedia dell’Arte, deliziosi nudini femminili, costumi e soggetti di fantasia che, insieme a una selezione di disegni ottocenteschi sul Carnevale, dalle collezioni del Correr, troveranno spazio in uno dei sontuosi ambienti al primo piano del Museo Correr (dalla seconda settimana di febbraio 2011).
Capitoli di un’avventura millenaria che da questo confronto con le infinite sfaccettature di una grande storia può trarre stimoli per declinare lo scintillante futuro del vetro a Venezia.